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La disciplina del settore energetico: integrazione di interessi e competenze

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Project Leader: Massimo Beccarello e Anna Marzanati

Dal nucleare alle fonti rinnovabili, la gestione dell’energia in Italia oggi soffre di conflitti di competenze tra i vari Enti coinvolti. Stato, Regioni ed Enti locali intervengono a diverso titolo nella disciplina di un settore centrale oggi per l’economia e che tocca una pluralità di aspetti: governo del territorio, tutela della salute e dell’ambiente, disciplina dei rapporti economici, sono solo alcuni dei delicati profili che vengono in gioco nel governo dell’energia.

Come rendere allora più efficiente il sistema permettendo alle Istituzioni di decidere in modo chiaro e veloce sull’apertura e la localizzazione degli impianti?
Come rendere accettabili le decisioni evitando le sindromi NIMBY (Not In My Back Yard) e LULU (Locally Undesirable Land Use), reazioni tipiche delle comunità locali coinvolte?

La ricerca del CRIET – Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio – che viene presentata il 14 settembre, analizza le criticità del processo decisionale energetico in Italia e affronta i diversi aspetti del problema: conflitti di competenze, conflitti di interessi, primi tra tutti la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

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Dalle riflessioni sul settore energetico, prenderà avvio nell’ambito di CRIET un Osservatorio sulle public utilities, luogo di incontro tra economisti e giuristi in cui seguire, a stretto contatto con gli operatori, le novità nella disciplina e nella regolazione di settori caratterizzati dall’intervento pubblico.